« Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere ».   

                                                                                 Giovanni Falcone

LA CITTA' DI TRENTO

 

 

Trento è una illustre, austera città alpina posta nella media valle dell’Adige là dove essa si allarga creando un’ampia conca fra le montagne. La massa urbana, che negli ultimi cento anni ha incapsulato la compattezza armonica del centro storico, proietta l’immagine di un triangolo isoscele, con base a mezzogiorno, stretto dall’ Adige e dalla fascia collinare pedemontana. Ramificazioni e tentacoli si spingono nel fondovalle sia a nord che a sud che sui fianchi vallivi, si da proporre un vasto bacino metropolitano teso da Lavis-Gàrdolo a Mattarello, da Martignano a Villazzano, dalla Vela a Ravina – Romagnano coinvolgendo terrazzamenti e conoidi. Il nucleo antico è fantasiosamente irto di torri, di cupole, di campanili che gli conferiscono una pacatezza policroma particolare.

Siamo nel cuore delle Alpi reto–tridentine, in un luogo, per dirla con J.Wolfgang Goethe, doveil sole è caldo e si ricomincia a credere nel buon Dio (…)” e dove “ ci si sente su questo mondo come a casa propria, non come di passaggio o in esilio”.

Trento ha sempre esercitato un fascino particolare sui viaggiatori:

“ Vaga et magnifica città”.

 

 

La definì al principio del Cinquecento il medico-poeta senese Pier Andrea Mattioli.

 

“Copiosa di bellissimi  palagi, nobile abbondante et amena”.

 

 

La definì il musicista bergamasco Cerbonio Besozzi nel 1548.

 

“ Città si che “ divide l’Italia dalla Germania”, ma “ che ci guarda con i suoi grandi occhi italiani”.

  

Heinrich Heine.

 

a Trento la “ transizione” fra la “ sfumatura” coloristica tedesca e quella italiana osservata a Bolzano, si fa più marcata: “quello che rimaneva di tedesco svanisce. Si passa dalla sfumatura al colore italiano (…). E’ una città tutta meridionale, un città che il sole soltanto ha tinto con i suoi raggi”.

  

Annota il francese Frèdèric Mercey.

 

“figura della Città di Trento è in foggia di Cuore con recinto di Mura a merli (…) tramezzato da Torri, il tutto di viva pietra (…)” ; e che “ l’Antemurale di Trento sono i Monti”.

  

Scrive nel 1673 Michelangelo Mariani, cronista bresciano ben addentro nel paesaggio e nelle cose trentine.

Forte è, invero, l’identità ambientale-storica di Trento, sia materiale che spirituale. Come tale ha esteso la sua influenza politico-culturale sull’estremo lembo latino che la valle atesina, e quelle dei suoi affluenti, spingono fino all’incrocio con la terra alemanna. La sua funzione di “ponte” fra le due massime civiltà europee occidentali, quella, appunto, latina e quella germanica, è millenaria.

Essa ha trovato opportuna sonorità, e non solo geografica-logistica, all’epoca del Concilio ecumenico della Chiesa cattolica (1545-1563). Trento è città nobile e tollerante, dove l’arte ha prodotto dei singolari connubi fra le scuole tedesche e italiane dopo essere passate al setaccio della tradizione alpina.

Caratteristica di questa città sono l’addizione urbanistica e il volto rinascimentale su derivazione medievale. E’ ravvisabile soprattutto percorrendo l’antico itinerario dei cortei trionfali che unisce la cattedrale alla sede principesca del Buonconsiglio.

 
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