« Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere ».   

                                                                                 Giovanni Falcone

Home Cosa facciamo 1° incontro dei Mancini (11 aprile 2014)
L’Associazione culturale Amici della Città - Trento
organizza il

1° incontro conviviale dei MANCINI

11 aprile 2014 (venerdì)

Aperitivo alle ore 19.00
 presso Osteria la Scaletta - Vicolo S. Maria Maddalena – Tn
Contrada Santa Maria Maddalena

Un tempo era un difetto da correggere, oggi usare la "mano del diavolo" è ritenuto segno di genialità. Scopriamo le cause del fenomeno, le conseguenze nella vita di ogni giorno, gli onori e gli oneri di questa particolare condizione.
Quelli che si rigirano tra le mani forbici e apriscatole, incerti su come impugnarli. Quelli che alle cene sono confinati all'estremità sinistra della tavolata. Quelli che davanti al computer cercano a tentoni il mouse dalla parte sbagliata. Quelli rassegnati alla domanda: "Ma come fai a scrivere con quella mano?". Che sottintende: "Sei mancino? … Allora sei diverso".
Per troppo tempo, infatti, la mano sinistra è stata legata a concetti negativi.
Nella tradizione ebraica e cristiana, addirittura al demonio. Mentre per i musulmani con la mano "impura" è vietato mangiare o lavarsi.
La stessa parola "mancino" deriva dal latino manus, più il suffisso cus, che indicava i difetti fisici.
E anche il mondo scientifico guardava con sospetto alla "chiralità sinistra" (cioè la preferenza accordata a questa mano per svolgere le azioni quotidiane): in un trattato di psichiatria del 1921 era considerata sintomo di demenza. E negli anni Sessanta si pensava che fosse legata alla dislessia (difficoltà a imparare a leggere).
Poi, un giorno, i mancini hanno detto basta e hanno costituito una "lobby della sinistra", rivendicando il loro diritto a usare senza vergogna la "mano del diavolo".
Sono nati club e associazioni di mancini, negozi che vendono oggetti studiati apposta per loro e ovviamente siti Internet.
Si è verificata dunque una totale inversione di rotta. Quello che un tempo era trattato come un difetto da correggere, se non un sintomo patologico, ora è considerato addirittura un segno di genialità.
E' per questo che i mancini, anche in periodi di caccia alle streghe, non si sono mai rassegnati ad abiurare e convertirsi all'uso della destra, ma hanno fatto della loro diversità un motivo di orgoglio. Pochi ma buoni, insomma.
Dati alla mano - naturalmente la sinistra - l'esercito dei mancini può vantare personaggi della storia, artisti, inventori geniali, attori e campioni sportivi. Qualche esempio?
Oltre ai "soliti noti" Leonardo da Vinci, Albert Einstein e Giovanna d'Arco (forse questo fatto contribuì alla sua condanna al rogo?), la lista è lunghissima. Dall'imperatore macedone Alessandro Magno all'attuale presidente americano Barack Obama (anche Bill Clinton), passando per il "leader maximo" cubano Fidel Castro. Da Ludwig van Beethoven a Bob Dylan e Gandhi. Da Lewis Carrol (l'autore di Alice nel Paese delle meraviglie) ad Alberto Moravia. E ancora, artisti come Michelangelo, Raffaello e Pablo Picasso. Attori ed attrici come Charlie Chaplin e Harpo Marx, Robert De Niro e Robert Redford, Marilyn Monroe e Whoopi Goldberg.
Dagli anni Settanta, i ricercatori hanno cominciato a trattare la preferenza manuale sinistra non come un difetto bensì come una caratteristica dell'individuo. Ma le conclusioni alle quali sono arrivati sono tutt'altro che definitive.
A cominciare dal numero dei mancini.
Le statistiche parlano del dieci per cento della popolazione mondiale, ma questi dati variano a seconda delle zone geografiche e delle fasce di età. I mancini adulti, per esempio, sono molto più numerosi nei Paesi anglosassoni che non in quelli mediterranei, dove fino a poco tempo fa i bambini che scrivevano con la sinistra venivano corretti. E oggi che il mancinismo non è più demonizzato, i suoi adepti sono in aumento.
Per comprendere le differenze tra destrimani e mancini, è importante avere presente il ruolo svolto dagli emisferi cerebrali. Il cervello umano è formato da due emisferi, che svolgono funzioni distinte. Quello destro è ‘specializzato’ in attività che hanno a che fare con la capacità di elaborare immagini, di orientarsi nel tempo e nello spazio. L’emisfero sinistro, invece, presiede il pensiero logico e analitico, che consente l’apprendimento del linguaggio e dei numeri. Per quanto riguarda i movimenti muscolari, ogni emisfero coordina la parte opposta: l’emisfero sinistro coordina i movimenti della metà destra del corpo, l’emisfero destro controlla i movimenti della metà sinistra. Nella grande maggioranza delle persone l’emisfero dominante è quello sinistro: da qui la preferenza a utilizzare la mano destra e il prevalere del pensiero logico-analitico.
Nei mancini, invece, è l’emisfero destro a essere predominante: prevale quindi l’utilizzo della mano sinistra e una prevalenza del pensiero intuitivo e della creatività.
Come si può dedurre da questa spiegazione, si tratta dunque solamente di una caratteristica personale che può riguardare ogni bambino.
Il problema si pone di fronte a quelle persone che ancora non hanno ben chiara l’origine scientifica dell’essere un bimbo mancino e che troppo spesso, ancora oggi, tendono a considerarlo un difetto da correggere.
Infatti, se si tende a correggere il bambino mancino, gli si crea una pericolosa confusione che invece di agevolarlo lo farà scontrare con difficoltà e frustrazioni. L’imperativo, dato anche dai neuropsichiatri infantili, è non correggere il mancinismo. Va ricordato infatti, che il piccolo utilizza la mano sinistra per istinto, perché la sua lateralizzazione si è sviluppata con predominanza dell’emisfero destro! In realtà i bambini repressi nel loro mancinismo sono sottoposti a uno stress che si ripercuote su tutto il loro comportamento.
È come se dovessero disubbidire agli ordini del loro cervello, che la natura ha programmato per rendere più naturali i movimenti con la mano sinistra. Dai dati statistici, per esempio, è emerso che i mancini corretti hanno una maggiore probabilità di essere balbuzienti. Dato che ogni loro gesto va compiuto con uno sforzo e va controllato, è come se anche le parole fossero sottoposte allo stesso tipo di controllo, perdendo spontaneità. E per quale motivo i mancini eccellono negli sport in cui si utilizza un solo arto, come la scherma e il tennis?
La spiegazione sta nella struttura del loro cervello, il cui corpo calloso (il ponte di fibre che unisce i due emisferi) è più sviluppato e permette una trasmissione molto veloce delle informazioni da un emisfero all'altro.
Un grande vantaggio nelle gare, dove i millesimi di secondo sono decisivi.
Non è un caso che molti campioni della racchetta (da Rod Lever a Martina Navratilova, da Monica Seles a John McEnroe) siano mancini. Anche le cause del mancinismo non sono state del tutto chiarite. "La componente genetica è sicuramente importante", "tanto che di solito questa caratteristica ricorre a livello familiare".
E' il caso dei reali inglesi: sono mancini la regina Elisabetta, il principe Carlo e anche il giovane erede William. Come lo sono stati alcuni loro antenati, tra cui la regina Vittoria. Inoltre il cervello dei mancini presenta alcune differenze rispetto a quello dei destrimani. In questi ultimi il planum temporale (una parte dell'encefalo situata in fondo alla scissura tra i lobi temporale, parietale e frontale) è più ampio a sinistra. "Queste asimmetrie potrebbero spiegare la preferenza manuale", aggiunge  Gabriele Miceli, docente di neurologia all'Università Cattolica di Roma, "Altre teorie, più fantasiose, non hanno invece ricevuto conferma".
Insomma, i mancini continuano a crogiolarsi nel loro mistero. Una cosa è certa: i mancini restano più frequentemente vittime di infortuni. Il motivo? I destrimani hanno costruito il mondo su misura per loro. Dalle forbici alle maniglie delle porte, dagli apriscatole ai violini, dalle sedie con il supporto mobile per scrivere alle poltrone dei dentisti: tutto è pensato per la comodità di chi usa la destra.
La questione non si esaurisce nel girare una manopola in senso orario o antiorario, ma si allarga alla percezione della realtà.
In una situazione di emergenza, capire subito come si aziona un allarme o come si apre una porta è fondamentale. La sfida non è progettare oggetti per i mancini, ma progettare oggetti che vadano bene sia per i destri sia per i mancini.
Un esempio? I mouse con tasti laterali speculari, utilizzabili con entrambe le mani.
L'idea è venuta alla Microsoft. Forse perché anche Bill Gates, il suo fondatore, è mancino.
Beh!
Debbo dire che la vita dei mancini è un po’ più complicata (le forbici sono pensate per i destrimani, i coltelli idem, anche il senso della scrittura è per destri, il cambio ed il portacenere dell’auto è a destra, e gli esempi potrebbero essere infiniti), ma siccome i mancini sono più creativi e fantasiosi….. se la cavano egregiamente e allegramente in ogni occasione!  Vi aspettiamo!

Il Presidente Associazione
culturale Amici della Città
Stefano Grassi
(mancino)
Il vice Presidente Associazione
culturale Amici della Città
Daniele Ferrari
(destrimano)

P.S.: Si ricorda ai partecipanti che prima di accedere all’aperitivo conviviale presso l’Osteria la Scaletta, verrà effettuata una prova di scrittura con mano sinistra.

Una quota dell’iscrizione verrà devoluta all’Associazione AIRETT -  “Le bimbe dagli occhi belli” . Sindrome di Rett, patologia congenita, che colpisce prevalentemente le bambine.
  
 

La sedicesima edizione del Palio delle Contrade Città di Trento in programma il 7/8/9 settembre 2018, non potrà essere effettuata a causa di insufficienti finanziamenti. Ciò, alle otto Contrade di Trento (Associazioni) e all'Associazione culturale Amici della Città (organizzatrice del Palio) spiace molto. Arrivederci al 6/7/8 settembre 2019.

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